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Monitoraggio delle ingegnere aerospaziali
L'organizzazione del tempo di lavoro 

Nell'ultimo decennio si osserva un mutamento "discorsivo" rilevante delle formulazioni delle politiche dell'Unione con un passaggio dall'obiettivo di promuovere l'uguaglianza tra i sessi a quello della "conciliazione" dei tempi del lavoro e della famiglia, divenuta  parola chiave della recente politica del mainstreaming. E' stato però rilevato che il riferimento al lavoro delle donne ed al lavoro di cura viene svolto sempre più in subordinazione al ruolo dell' economia e della flessibilità (Stratigaki, 2004; Beccalli 2005).

Dall'ultimo Rapporto Italia 2006 dell'Eurispes emerge che la fonte principale di disagio per le lavoratrici risulta essere la rigidità dell'orario di lavoro, e che la ricerca della flessibilità per adattarsi, ad incastro, alle esigenze familiari spesso però porta a percorsi segreganti e/o alla precarizzazione. Non è così per le ingegnere aeronautiche ed aerospaziali che, oltre a non presentare percorsi precari e/o segregati orizzontalmente, dichiarano nel 67,7% dei casi di non avere un orario di lavoro rigido e di poter disporre di margini di libertà nell'organizzazione del proprio orario di lavoro.

Quante ore lavora mediamente alla settimana?[1]

N. ore lavoro medie settimanali (N=134)   % % cumulata
Dalle 51 alle 60 2,9 -
Dalle 46 alle 50 22,1 25
Dalle 41 alle 45 36 61
Dalle 35 alle 40 29,4 90,4
Meno di 35 ore (definizione ILO di part-time) 7,4 97,8
Meno di 30 ore (definizione OCSE di part-time)[2] 2,2 100

Vi è inoltre una spiccata disponibilità da parte delle ingegnere a protrarre l'orario di lavoro oltre quello stabilito: il 61% delle ingegnere lavora dalle 41 alle 60 ore settimanali e soltanto il 7,4% lavora meno di 35 ore settimanali ed il 2,2% lavora meno di 30 ore settimanali.

Secondo una recente ricerca condotta dalla Camera di Commercio su 1536 aziende, il 66,3% degli imprenditori si dichiara disponibile non solo ad assumere una donna, ma anche ad affidarle un ruolo di responsabilità; nonostante questo elogio al femminile delle capacità che le donne possono spendere nell'azienda, lo spettro dell'orologio biologico è sempre presente e non abbandona la carriera delle donne, persino nei casi in cui vi è un completo investimento e dedizione al lavoro. Infatti, la maternità è ancora considerata un grosso problema per il 77,3% dei datori di lavoro, anche se l'Italia è il paese con un tasso di fecondità tra i più bassi al mondo. Le tre cause principali addotte dai datori di lavoro sono appunto la minore disponibilità (37,9%), i costi per l'impresa (34,4%) e le assenze per malattia del figlio/a (23,8%).

Dobbiamo sottolineare che le ingegnere aerospaziali che hanno figli sono soltanto il 20,1% del totale e se guardiamo il fenomeno da un punto di vista "generazionale": nessuna ha figli tra i 25 ed i 29 anni, il 20,4% tra i 30 ed i 39 anni ed il 57,1% tra i 40 ed i 69 anni.


[1] Le ore lavorate vanno da un minimo di 3 (soltanto un caso) ad un massimo di 60 ore settimanali, gli estremi non modificano significativamente la media tant'è che media e mediana praticamente coincidono.

[2] I dati Istat ed Eurostat si basano invece sull'autodichiarazione, perciò è l'intervistato/a che si dichiara part-timer.

 
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