Sintesi dei risultati del Monitoraggio delle carriere delle ingegnere Aeronautiche e Aerospaziali
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Introduzione
Prof.ssa Amalia Ercoli Finzi [1],
Dott.ssa Daniela Falcinelli [2],
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E' universalmente nota la
difficoltà che le donne incontrano in ambito lavorativo per quel che riguarda
lo sviluppo della loro carriera, così come è ormai noto che queste difficoltà
dipendono in gran parte da un costume pregiudiziale. Ne risentono infatti anche
le donne dotate di capacità inventive, esecutive e organizzative, che, prive o
poco condizionate da legami affettivi e vincoli familiari, dedicano tutto il
loro tempo e le loro energie agli impegni di lavoro, smentendo così la scarsa
disponibilità della risorse femminili in virtù del doppio ruolo che le donne
sono chiamate a svolgere.
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La ricerca
La
carriera lavorativa è l'esito di una serie di connessioni e interdipendenze tra
le scelte individuali e la formazione scolastica ed universitaria, la famiglia
di origine e quella elettiva, che si intreccia a sua volta con il contesto e
l'organizzazione di riferimento. Questo è particolarmente vero per le carriere
femminili.
Il
monitoraggio intende indagare i percorsi lavorativi e di carriera delle
laureate in Ingegneria Aeronautica ed Aerospaziale al Politecnico di Milano dal
1962 al 2005, ossia dalla prima laureata ad
oggi.
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I differenziali retributivi
Secondo l'ultima relazione
della Commissione delle Comunità Europee del 22 febbraio 2006 al Consiglio, al
Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
regioni sulla parità tra donne e uomini - 2006, "le disparità di retribuzione tra donne
e uomini restano a livelli inaccettabilmente alti e non mostrano segni
sostanziali di riduzione. In media le donne guadagnano il 15% in meno degli
uomini per ogni ora lavorata. Ciò è dovuto sia al mancato rispetto della
legislazione sulla parità retributiva, sia ad una serie di ineguaglianze
strutturali, quali la segregazione nel mercato del lavoro, modalità di accesso
diverse, differenze dell'accesso a istruzione e formazione, sistemi di
valutazione e di retribuzione discriminanti e stereotipi".
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L'organizzazione del tempo di lavoro
Nell'ultimo
decennio si osserva un mutamento "discorsivo" rilevante delle formulazioni
delle politiche dell'Unione con un passaggio dall'obiettivo di promuovere
l'uguaglianza tra i sessi a quello della "conciliazione"
dei tempi del lavoro e della famiglia, divenuta parola chiave della recente politica del mainstreaming. E' stato però
rilevato che il riferimento al lavoro
delle donne ed al lavoro di cura
viene svolto sempre più in subordinazione al ruolo dell' economia e della flessibilità
(Stratigaki, 2004; Beccalli 2005).
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Il soffitto di vetro[1]: la posizione professionale
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Conclusioni
I tre
aspetti principali su cui ci siamo soffermati sono: i differenziali
retributivi, la posizione professionale e l'organizzazione del tempo di lavoro.
Questo per far emergere le vecchie e nuove disparità di trattamento tra donne e
uomini a parità di titolo di studio e di investimento in termini sia
quantitativi, cioè la disponibilità ad orari di lavoro prolungati, sia in
termini qualitativi, ossia rispetto alle priorità che i soggetti presi in esame
sembrano dimostrare attraverso i loro comportamenti. In questo senso, l'elevata
disponibilità delle ingegnere a protrarre l'orario di lavoro, la disponibilità
a trasferte frequenti, la decisione in molti casi di non avere figli (soltanto
il 20,1% ha figli) testimoniano l'elevato investimento nella carriera e nel
lavoro.
Ciononostante l'analisi dei
differenziali retributivi e della posizione professionale costituiscono un
segnale importante della persistenza di disparità di trattamento, che aumenta
nel tempo. Il divario tra le retribuzioni femminili e quelle maschili a parità
di titolo di studio tende ad aumentare nel tempo per tutti i corsi di studio
senza nessuna eccezione, così come continua a persistere una forte segregazione
verticale persino per queste laureate nelle discipline cosiddette "forti" dal
punto di vista del mercato del lavoro.
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